19 Ottobre: Santa Teresa di Lisieux è proclamata Dottore della Chiesa

19 Ottobre 2019
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La scienza dell’Amore Divino che il Padre di misericordia effonde mediante Gesù Cristo nello Spirito Santo è un dono concesso ai piccoli e agli umili, perché conoscano e proclamino i segreti del Regno, nascosti ai dotti e ai sapienti. Fra i piccoli splende Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, proclamata Dottore della Chiesa da San Giovanni Paolo II, il 19 Ottobre 1997.
Durante la sua breve vita, Teresa ha scoperto luci nuove, significati nascosti e misteriosi e ha ricevuto dal Maestro Divino quella scienza dell’Amore che ha poi manifestato con particolare originalità nei suoi scritti: tale scienza è l’espressione luminosa della sua conoscenza del mistero del Regno e della sua esperienza personale della grazia, un carisma particolare di sapienza evangelica che Teresa, come altri santi e maestri della fede, ha attinto nella preghiera.

La sua santità è stata riconosciuta dalla Chiesa in pochi anni: il 10 giugno 1914 Pio X firmava il decreto d’introduzione della causa di beatificazione, il 4 agosto 1921 Benedetto XV dichiarava l’eroicità delle virtù della Serva di Dio, e Pio XI la proclamava Beata il 29 aprile 1923. Poco più tardi, il 17 maggio 1925, lo stesso Papa la canonizzava nella Basilica di San Pietro e due anni dopo, il 14 dicembre 1927, accogliendo la petizione di molti vescovi missionari, la proclamava Patrona delle missioni, insieme a San Francesco Saverio.

Molti istituti di vita consacrata e movimenti ecclesiali, l’hanno scelta come patrona e maestra, ispirandosi alla sua dottrina spirituale; il suo messaggio è stato oggetto di studio da parte di teologi e cultori della spiritualità. Sono state innalzate e dedicate al Signore, sotto il patrocino della Santa di Lisieux, cattedrali, basiliche, santuari e chiese di tutto il mondo. Molti fedeli hanno potuto sperimentare la forza della sua intercessione; tanti, chiamati al ministero sacerdotale o alla vita consacrata, attribuiscono la grazia divina della vocazione alla sua intercessione a al suo esempio.
I Pastori della Chiesa hanno messo in rilievo che Teresa è maestra di vita spirituale mediante una dottrina che ha attinto alle sorgenti del Vangelo sotto la guida del Maestro Divino; questa dottrina spirituale ci è stata trasmessa soprattutto dalla sua autobiografia che, desunta dai tre manoscritti da lei redatti negli ultimi anni della sua vita e pubblicata un anno dopo la usa morte con il titolo “Storia di un’anima”, ha suscitato uno straordinario interesse fino ai nostri giorni. Questa autobiografia, tradotta insieme ad altri suoi scritti in circa cinquanta lingue, ha fatto conoscere Teresa in tutte le regioni del mondo, anche fuori della Chiesa cattolica. Ad oltre un secolo di distanza dalla sua morte, Teresa di Gesù Bambino continua ad essere riconosciuta come una delle grandi maestre di vita spirituale del nostro tempo.

Teresa è un’anima contemplativa: nel nascondimento del suo Carmelo ha vissuto la grande avventura dell’esperienza cristiana, fino a conoscere la profondità dell’Amore di Cristo. Dio ha voluto che non rimanessero nascosti i suoi segreti, ma ha abilitato Tersa a proclamare i segreti del Re: con la sua vita, la santa offre una testimonianza ed un’illustrazione teologica della bellezza della vita contemplativa, come totale dedicazione a Cristo, Sposo della Chiesa, e come affermazione viva del primato di Dio su tutte le cose.

Teresa di Gesù Bambino ci ha lasciato degli scritti che le hanno giustamente meritato la qualifica di maestra di vita spirituale, dai quali si comprende l’esistenza di un particolare carisma di sapienza: senza una speciale preparazione teologica infatti, ma illuminata dalla luce del Vangelo, si sente istruita dal Maestro divino che come dice lei, è “il Dottore dei Dottori”; sente che in lei si sono compiute le parole della Scirttura: “Se qualcuno è piccolo venga a Me” e sa di essere stata istruita nella scienza dell’Amore, nascosta ai sapienti e ai saggi.
Pio XI, nel giorno della sua canonizzazione affermò: “Lo Spirito di verità le comunicò e manifestò quanto suole nascondere ai sapienti e ai prudenti e rivelare ai piccoli. Ella infatti fu dotata da così profonda conoscenza delle realtà soprannaturali, da indicare con sicurezza agli altri la via della salvezza”.
Con ragione quindi si è riconosciuto nella Santa di Lisieux il carisma di Dottore della Chiesa, sia per il dono dello spirito Santo che ha ricevuto per vivere ed esprimere la sua esperienza di fede, sia per la particolare conoscenza del mistero di Cristo.
Si può applicare a Santa Teresa di Lisieux quanto è stato detto di Santa Caterina da Siena: “Ciò che più colpisce nella Santa è la sapienza infusa, cioè la lucida, profonda e inebriante assimilazione delle Verità divine e dei misteri della fede. Un’ assimilazione favorita si, da doti naturali singolarissime, ma evidentemente prodigiosa, dovuta ad un carisma di sapienza dello Spirito Santo”.

Alcuni momenti della vita di Teresa di Gesù Bambino

Nasce ad Alençon in francia, il 2 gennaio 1873 ed è battezzata due giorni dopo nella chiesa di Notre-Dame. Dopo la morte della madre avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia nella città di Lisieux dove, circondata dall’affetto del padre e delle sorelle, riceve una formazione esigente e piena di tenerezza.
Verso la fine del 1879 si accosta per la prima volta al sacramento della penitenza. Nel giorno di Pentecoste del 1883, ha la singolare grazia della guarigione da una grave malattia, per l’intercessione di Nostra Signore delle Vittorie.
Educata dalle Benedettine di Lisieux, riceve la prima Comunione l’8 maggio 1884, dopo un’intensa preparazione, coronata da una singolare esperienza della grazia dell’unione intima con Gesù. Poche settimane più tardi, il 14 giugno dello stesso anno, riceve il sacramento della Cresima, con viva consapevolezza di ciò che comporta il dono dello Spirito Santo nella personale partecipazione alla grazia della Pentecoste.
Nel Natale del 1886 vive un’esperienza spirituale molto profonda, che qualifica come “completa conversione”, grazie alla quale supera la fragilità emotiva conseguente alla perdita della mamma ed inizia una “corsa gigante” sulla via della perfezione.
Teresa desidera abbracciare la vita contemplativa come le sue sorelle Paolina e Maria nel Carmelo di Lisieux, ma ne è impedita per la sua giovane età. In occasione di un pellegrinaggio in Italia, nell’udienza concessa dal Papa ai fedeli della diocesi di Lisieux, il 20 novembre 1887, con filiale audacia, chiede a Leone XIII di poter entrare nel Carmelo all’età di 15 anni.
Il 9 aprile 1888 entra nel Carmelo di Lisieux, dove intraprende il cammino della perfezione, tracciato dalla Madre Fondatrice, Teresa di Gesù, con autentico fervore e fedeltà. Illuminata dalla Parola di Dio, provata in modo particolare dalla malattia del suo amatissimo padre, Louis Martin, che muore il 29 luglio 1894, Teresa si incammina verso la santità, insistendo sulla centralità dell’amore.
Il 9 giugno 1895, festa della Santissima Trinità, si offre vittima di olocausto all’Amore misericordioso di Dio; il 3 aprile dell’anno sucessivo, ha una prima manifestazione della malattia che la condurrà al termine del cammino terreno: Teresa la accoglie come la misteriosa visita dello Sposo divino. Nello stesso tempo entra nella prova della fede, che durerà fino alla sua morte avvenuta nel pomeriggio del 30 settembre 1897.

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