I carismi di Padre Pio

3 Maggio 2019
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“E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.” [1Cor 12, 7-11]

I carismi, doni particolarissimi, sono dati per arricchire gli altri e non chi li riceve e Padre Pio, oltre ai doni di natura mistica come ad esempio le stigmate, le rivelazioni private, la trasverberazione, ha avuto in dono molti carismi che hanno aiutato molti fedeli a ritrovare la via verso la Verità, verso Dio.

La xenoglossia
Termine che deriva dal greco xenos-straniero e glossa-lingua e che è conferito a quel carisma col quale lo Spirito Santo dà la capacità di comprendere, parlare e scrivere lingue sconosciute.
San Pio ne fu arricchito sia per sorprendere gli uomini che lo avvicinavano, sia per aiutarli a credere in Dio ed intraprendere la via di una sincera conversione e molte sono le testimonianze che lo confermano.

Padre Agostino da San Marco, il 21 gennaio 1945 scrisse nel suo diario: “Nel 1940 o 41 venne da Padre Pio un sacerdote svizzero. Sapendo che il Padre non conosceva la sua lingua, parlò in latino. Prima di andarsene, licenziandosi con Padre Pio, quel sacerdote raccomandò un’ammalata. Il Padre rispose in tedesco: “Ich werde sie an die göttliche Barmherzigkeit empfehlen” [La raccomanderò alla divina Misericordia].

La scrutazione dei cuori
Lo Spirito Santo diede a Padre Pio il carisma della scrutazione dei cuori affinché egli potesse meglio esercitare il suo straordinario ministero sacerdotale nel confessionale. Chi riceve questo dono conosce, per via soprannaturale e manifesta i segreti racchiusi nei cuori degli altri, noti solo a Dio e alla conoscenza del singolo.

Un giorno una signora si confessò in uno dei santuari presso cui era prevista la sosta durante un pellegrinaggio. Giunta poi a San Giovanni Rotondo non volle perdere l’occasione di confessarsi da Padre Pio, al quale ripeté i peccati che le erano già stati perdonati. Il Santo di Pietrelcina ad un tratto la interruppe e disse: ”Perché confessi colpe che hai già confessato ad Assisi?”.

La bilocazione
A chi riceve questo carisma è permesso di trovarsi contemporaneamente in due luoghi differenti.
Nella vita di Padre Pio, che non si è mai mosso dal convento si San Giovanni Rotondo, molti testimoni hanno dichiarato di aver visto il Santo in luoghi lontani; lo stesso San Pio confidò di aver fatto viaggi fuori dal corpo.

L’11 dicembre 1919 Padre Pio scrisse a Rosinella Gisolfi, che era a letto malata: “Questo Dio d’amore vuole provare i suoi eletti [..]. Non dubitare, figliola mia, della divina predilezione. É per amore che Egli ti prova; è per amore che Egli permise al suo indegno ministro di esserti accanto durante una di queste notti precedenti. Ed il tutto fu permesso da Lui per confortarti, per sollevarti, per animarti alla durissima prova..”

L’invisibilità
Anche la facoltà di rendersi invisibile agli occhi degli uomini si manifestò in Padre Pio.

Un giorno padre Tarcisio da Cervinara aspettava il Santo da Pietrelcina che si trovava all’interno della sua cella per accompagnarlo al confessionale. Dopo mezz’ora di attesa seppe che Padre Pio stava già confessando. Rimase sbalordito, perché non si era mosso un solo istante né l’aveva visto uscire. Quando a refettorio chiese spiegazioni al Confratello, gli rispose: ”Ho camminato capa capa [=sulle teste dei fedeli]”.

L’osmogenesi
Dio a volte permette che dal corpo di alcuni santi, in maniera costante o a tratti, si sprigioni un soave effluvio, interpretato da molti come segno delle loro particolari virtù. Il profumo non viene percepito da tutti, ma solo da persone privilegiate, siano esse vicine o lontane dal soggetto. In Padre Pio questo fenomeno ebbe caratteri diversi: di rose, di incenso o di gelsomino, per citarne alcuni.

Una figlia spirituale chiese al Santo spiegazioni in merito a questi effluvi odorosi ed egli le rispose: ”Indicano solo la mia presenza”.

Le estasi
L’estasi indica “l’uscire fuori di sé”; è un’esperienza mistica che permette uno stato di comunione col Divino e costituisce la tappa culminante di un processo che conduce a Dio attraverso il progressivo abbandono di ogni percezione sensoriale e attività intellettuale. Da alcuni viene considerata come la forma più alta di contemplazione e come eccezionale dono dello Spirito.

Il medico dott. Nicola Lombardi attestò: “Nel convento dei cappuccini di San Nicandro, in Venfaro, vidi Padre Pio disteso sul letto con gli occhi aperti fissi in alto come in qualche cosa che gli fosse stata davanti. Egli rivolgeva la parola a Cristo Gesù, alla Madonna, all’Angelo Custode. Era rosso in viso. Trovai il cuore e i polso che erano normali. Tutto appariva fisiologico. Accesi allora un cerino e lo tenni fermo davanti alla pupilla del Padre. Non avvertiva nulla.”

Le visioni
Sono quelle percezioni soprannaturali di personaggi celesti naturalmente invisibili all’uomo.

Padre Pio, nell’arco della sua vita, vide più volte – e non solo con gli occhi della mente – nostro Signore Gesù, la Vergine Santissima, l’Angelo Custode e San Francesco d’Assisi.

Le guarigioni
“Diede la potestà di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità” [Mt 10,1]. Ed “essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni” [Lc 9, 6].
Il dono di risanare gli infermi venne dato da Gesù oltre che ai Suoi discepoli anche a Padre Pio che si servì di questo carisma, come degli altri, unicamente per convertire le anime o per ricondurle a Dio.

Antonio D’Onofrio, rachitico e deforme, si rialzò dall’inginocchiatoio senza più la gobba dopo che la stessa era stata toccata dalle mani piagate di Padre Pio. La piccola Di Chiara, esortata dal Santo, tolse l’apparecchio ortopedico che avvolgeva le sue esili gambe colpite da una poliomielite infantile e cominciò a camminare.
Il famoso chirurgo prof. Valdoni disse: “La nostra scienza non è in grado di spiegare quello che succede lassù”.

Spirito di profezia
Leggendo le lettere scritte dall’Apostolo delle genti ai Corinzi e ai Romani, il dono delle profezie viene presentato come la capacità di parlare sotto l’influsso dello Spirito Santo per l’edificazione della comunità dei credenti. Padre Pio ebbe anche questo carisma: riceveva da Dio particolari messaggi e li trasmetteva sotto forma di esortazioni, consigli ed insegnamenti a specifici destinatari durante la confessione, nella direzione spirituale o durante gli incontri occasionali; il tutto sempre con chiarezza, semplicità e perfettamente conforme alla Verità.

Le predizioni
Questo carisma consente di conoscere situazioni presenti o remote e di prevederne gli sviluppi futuri senza l’ausilio dei sensi e delle normali capacità intellettive. Grazie a questo dono, Padre Pio riuscì a dare in diverse circostanze serenità a quanti gli chiedevano notizie sui loro mariti che erano al fronte o a chi era in pena per l’esito di un esame clinico o di un difficile intervento chirurgico. Prediceva anche eventi che puntualmente si verificavano nel giorno e nell’ora indicata.

Fr. Eusebio racconta: “Era morto da poco Papa Giovanni XXIII e i cardinali erano riuniti in conclave per l’elezione del successore. Io ero ansioso di sapere in anticipo chi sarebbe stato eletto e pertanto tormentavo continuamente Padre Pio. Un giorno nell’uscire dal refettorio, gli rifeci la stessa domanda alla presenza di un confratello. Allora il Padre, con estrema sicurezza, esclamò:”Ma sarà Montini!” Poi aggiunse: “Beh, mè uscito mo’ “.

L’immagine
Per una speciale permissione di Dio, San Pio aveva il potere di far misteriosamente imprimere o far scomparire la sua immagine. Molti hanno visto il suo profilo delinearsi su una parete o sulla roccia, mentre per lunghi anni i fotografi che si introducevano nel convento appurarono che i loro scatti andavano a vuoto quando veniva inquadrato Padre Pio. Nessuno riuscì a fotografare il Padre fino a quando i superiori non ordinarono allo stesso di non rendere più insensibili le pellicole.

Il signor Remigio Maccari, figlio spirituale di Padre Pio e benefattore del convento, desiderava tanto un ricordo del venerato Padre. Un frate gli regalò un fazzoletto bianco usato dal Santo che Remigio mise in un cassetto. Dopo qualche tempo, quando lo riprese, vide che il fazzoletto aveva impressa l’immagine del volto di Padre Pio.

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