I nove Cori Angelici

1 Maggio 2019
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Gli angeli sono esseri spirituali creati da Dio, invisibili all’occhio umano ma che sono intorno a noi e mettono costantemente in pratica i compiti che Dio ha affidato loro; vengono classificati in quelli che vengono definiti nove “cori” o “schiere“. Questa divisione si basa su nove nomi di angeli che si rinvengono nelle Sacre Scritture.

L’Antico Testamento aggiunge in molti passi i cherubini e i serafini, e gli arcangeli vengono nominati sia nel Nuovo Testamento (Gabriele, Michele) che nell’Antico (Raffaele e Michele). San Gregorio Magno inserisce tutti i “cori” in un’unica lista in una delle sue omelie: “Sappiamo sulla base dell’autorità della Scrittura che ci sono nove ordini di angeli, ovvero angeli, arcangeli, virtù, potestà, principati, dominazioni, troni, cherubini e serafini”.

San Tommaso d’Aquino scrive: “Vediamo dunque, da prima, il criterio della determinazione fatta da Dionigi. In proposito va ricordato che, secondo lui, la prima gerarchia apprende le ragioni delle cose in Dio stesso; la seconda, nelle loro cause universali; la terza nell’applicazione di esse agli effetti particolari. E poiché Dio è il fine non solamente dei ministeri angelici, ma di tutto il creato, alla prima gerarchia spetta considerare il fine; alla gerarchia di mezzo, disporre universalmente le cose da fare; all’ultima, invece, applicare le disposizioni agli effetti, e cioè eseguire l’opera. È evidente infatti che queste tre fasi si riscontrano nel processo di ogni operazione. Perciò Dionigi, che dai nomi degli ordini deriva le loro proprietà, nella prima gerarchia pose quegli ordini i cui nomi indicano un rapporto con Dio: cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Nella gerarchia intermedia pose invece quegli ordini i cui nomi significano un certo universale governamento ovvero ordinamento: cioè le Dominazioni, le Virtù e le Potestà. Nella terza gerarchia infine pose quegli ordini i cui nomi designano l’esecuzione dell’opera: cioè i Principati, gli Arcangeli e gli Angeli.»

San Paolo scrive di loro nelle sue lettere: “Possa Egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual’è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l’efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro.” (Efesini 1, 18).

Dante Alighieri nella sua Divina Commedia riporta come ogni gerarchia angelica domina su una delle nove sfere celesti ruotanti al di sopra della Terra.

I primi tre cori (SERAFINI, CHERUBINI, TRONI) vedono e adorano Dio direttamente:

I Serafini ( il cui nome significa “coloro che bruciano”), appartengono al più alto ordine di angeli, quello situato nel cielo Empireo, o cristallino, il più prossimo a Dio, da cui ricevono in forma immediata le idee e le direttive con cui far evolvere un complesso cosmico. La Bibbia li raffigura come angeli dotati di sei ali: due per volare, due per coprirsi il volto e due per coprirsi i piedi. Cantano continuamente le lodi di Dio: «Santo, Santo, Santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della Sua gloria». (Isaia 6, 1-3).
Essi cantano la musica delle sfere, regolando il movimento del Cielo, così come loro comandato, e ardendo di amore e zelo per Dio, emanano una luce così potente e brillante che nessuno, se non occhi divini, può guardarli.
Lo stesso San Francesco viene chiamato anche “Serafico” in quanto nel momento di ricevere le stigmate, il Signore gli apparve in una visione in cui si mostrava Crocefisso e velato da sei ali come un Serafino; dalle Sue mani, piedi e costato, partirono i raggi che segnarono il corpo di Francesco rendendolo simile a Lui.

I Cherubini (il cui nome significa “pienezza di conoscenza”) risiedono oltre il trono di Dio, nelle profondità del firmamento; sono perciò i guardiani della luce e delle stelle. Essi rielaborano le intuizioni immediate dei Serafini traducendole in riflessioni e pensieri di saggezza riguardanti l’evoluzione dei sistemi planetari. Ad essi è attribuita una perfetta conoscenza di Dio, superata soltanto dall’amore di Dio dei serafini. La Bibbia ne parla nel libro dell’Esodo al capitolo 25, in cui i 2 Cherubini scolpiti vengono posti sull’Arca dell’Alleanza: “Farai il coperchio, o propiziatorio, d’oro puro; avrà due cubiti e mezzo di lunghezza e un cubito e mezzo di larghezza. Farai due cherubini d’oro: li farai lavorati a martello sulle due estremità del coperchio. Fà un cherubino ad una estremità e un cherubino all’altra estremità. Farete i cherubini tutti di un pezzo con il coperchio alle sue due estremità. I cherubini avranno le due ali stese sopra, proteggendo con le ali il coperchio; saranno rivolti l’uno verso l’altro e le facce dei cherubini saranno rivolte verso il coperchio. Porrai il coperchio sulla parte superiore dell’arca e collocherai nell’arca la Testimonianza che Io ti darò”. (Esodo 25, 17-21).

I Troni sono esseri angelici dalla forma mutevole e dagli infiniti colori. La Divina Commedia riporta che il loro luogo spirituale è il settimo cielo, corrispondente all’orbita di Saturno. Il loro compito è quello di tradurre in opera la sapienza e il pensiero elaborato dai Cherubini.
I Troni son citati da San Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi 1,16.

I successivi tre cori (DOMINAZIONI, VIRTU’, POTESTA’) realizzano i progetti provvidenziali di Dio per l’universo:

Le Dominazioni esercitano la loro influenza a partire dalla sfera orbitante di Giove. Essi hanno il dovere di regolare i compiti degli angeli inferiori. Ricevono i loro ordini dai Serafini, Cherubini o direttamente da Dio, e devono assicurarsi che il Cosmo sia sempre in ordine.
Secondo Dante governano il sesto Cielo del Paradiso. Sono gli angeli ai quali Dio affida la forza del dominare. Si suppone essi compongano l’esercito dell’Apocalisse, e da loro dipendano l’ordine universale e la disciplina ferrea alla quale gli angeli inferiori si rivolgono per mantenerlo. Le Dominazioni sono citate da San Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi 1,16.

Le Virtù risiedono nella sfera orbitale di Marte e dominano il quinto Cielo del Paradiso descritto da Dante. Il nome delle sante Virtù significa coraggio saldo e intrepidità in tutte le attività, un coraggio che mai si stanca di accogliere le illuminazioni donate dal Principio Divino. Assegnano agli ordini inferiori i compiti da svolgere e li mantengono costantemente ordinati a Dio.

Le Potestà estendono il loro dominio sul Sole e governano il quarto Cielo del Paradiso nella Divina Commedia. Sono descritti da Dante come accademicamente guidati e interessati alla sapienza, a discipline quali filosofia, teologia, religione, e ai documenti che appartengono a questi studi. Descritti dalla Bibbia come esseri angelici dai molti colori, simili a vapori nebbiosi, sono gli elementi portanti della coscienza e i custodi della storia. Paolo di Tarso usa il termine Potestà nella lettera ai Colossesi 1,16. Essi scacciano gli attacchi del male e per mezzo dei quali viene indebolito il loro assalto, tengono a freno le tirannidi dei demoni affinché non superino il confine oltre il quale non permette loro di scagliarsi verso di noi

Gli ultimi tre cori (PRINCIPATI, ARCANGELI, ANGELI) ordinano direttamente le questioni umane:

I Principati governano il terzo Cielo del Paradiso descritto da Dante esercitando i loro influssi dall’orbita di Venere. Esseri angelici dalla forma simile a raggi di luce, si trovano oltre il gruppo degli arcangeli. Sono gli spiriti della storia e del tempo, guardiani delle nazioni e delle contee, e di tutto quello che concerne i loro problemi ed eventi, inclusa la politica, i problemi militari, il commercio e lo scambio.
Paolo usa il termine Principati nelle lettere ai Colossesi 1,16. Il compito dei Principati consiste nell’ispirare la nascita di nuove idee o invenzioni in grado di segnare una certa epoca, facendo anche in modo che l’uomo acquisisca sempre più consapevolezza del suo periodo storico, per trovare in questo il suo posto, non lasciandosi trascinare dal progresso della civiltà, bensì appropriandosene, per vivere pienamente il destino in cui si trova collocato

Gli Arcangeli dominano il secondo Cielo del Paradiso (Mercurio) nella Divina Commedia. Appartengono al secondo ordine della terza sfera; questi angeli tendono ad essere i più grandi consiglieri e amministratori inviati dal Cielo. Un arcangelo ha normalmente un ruolo di grande importanza nei riguardi dell’uomo. Dirigono direttamente all’attività degli Angeli e talora sono inviati da Dio con incarichi di grande importanza, per agire direttamente presso gli uomini

Gli Angeli appartengono all’ordine più basso della gerarchia; sono i più vicini agli uomini e ai singoli individui, sovraintendendo a tutte le loro occupazioni. Risiedono infatti nello spazio cosmico più prossimo alla Terra, quello della Luna, nel primo Cielo del Paradiso di Dante.
Gli angeli vengono sovente inviati come messaggeri agli uomini. La parola “angelo” proviene dal greco anghelos, cioè “messaggero”.

Ognuno di noi possiede un angelo custode che il Signore ci ha donato per infinita Sua Bontà al fine di guidarci e custodirci nel nostro viaggio terreno. Non dimentichiamoci di lui, ma preghiamolo spesso, ci aiuterà nelle avversità. Egli è sempre al nostro fianco e ci custodisce incessantemente, notte e giorno, fino alla fine della nostra vita!

Tutte le gerarchie angeliche vengono lodate dall’umanità grazie alla Corona Angelica, simile ad un rosario, con la quale si pregano gli angeli di ogni gerarchia e si chiede loro di intercedere presso Dio. Essa consente inoltre di ricevere, in particolari giorni, anche delle indulgenze.

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