Il rock è satanico!

26 Agosto 2019
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La musica è uno dei mezzi di comunicazione più immediati, soprattutto tra i giovani; il rock ha diffuso tra loro un notevole spirito di anticonformismo e di ribellione. Un semplice interesse per un cantante rock reca seri danni all’anima che lo segue: ascoltando questo genere musicale si entra purtroppo in contatto con il mondo del satanismo.

Negli ultimi anni si è sviluppato sempre di più il fenomeno del “rock satanico”, che segue la corrente del “Fai ciò che vuoi”, spingendo a godersi la vita senza limiti né regole morali, nella continua ricerca della soddisfazione personale e del piacere egoistico. Ed è così che sono esponenzialmente cresciuti i gruppi che invitano apertamente alla violenza, al suicidio, e al culto del diavolo. Il primo riferimento al mondo del satanismo comparve sulla copertina di uno dei dischi più famosi della storia del rock: “Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles del 1967, in cui emergono i volti di molti personaggi conosciuti, tra cui Alesiter Crowley, padre del satanismo ed ispiratore della maggior parte dei gruppi esoterici contemporanei, il quale insegna a mettersi al posto di Dio, scegliendo personalmente le leggi della propria vita. Il batterista dei Beatles, Ringo Starr, dichiarò all’epoca: “Abbiamo pensato di raggruppare i volti delle persone che amiamo e ammiriamo…”.

Negli anni settanta nasce l’Hard Rock (rock duro) caratterizzato da suoni metallici, chitarre elettriche distorte e voci potenti. Il leader del gruppo più famoso di questo genere musicale, i Led Zeppelin, il chitarrista Jimmy Page, è un accanito sostenitore delle dottrine di Aleister Crowley, tanto da collezionare i suoi oggetti personali e vivere in una casa in cui l’occultista abitava. Nelle copertine dei loro dischi infatti si trovano simboli che richiamano al satanismo e il motto di Aleister Crowley: “Fai ciò che vuoi”. Ad un giornalista che gli chiedeva spiegazioni su quella frase, la rock-star rispose in modo evasivo: “L’idea é stata mia. La storia che c’é dietro é troppo lunga da raccontare… Ma l’intenzione era quella di dare un piccolo tocco esoterico. Speravo che nessuno la vedesse…”.

Sucessivamente, negli anni ottanta e novanta, si sviluppa il filone dell’”Heavy Metal” (metallo pesante), in cui il satanismo diventa esplicito, i testi delle canzoni hanno tematiche esoteriche, così come le copertine degli album, le quali raffigurano simboli diabolici come la croce rovesciata (che rappresenta l’anticristo ed è un simbolo tipico dei satinasti) il “pentacolo” (una stella a cinque punte racchiusa in un cerchio), il “sei sei sei” (numero biblico dell’Anticristo) l’esagramma (una stella a sei punte dentro un cerchio), e molti altri. In questi decenni spiccano gruppi come i danesi Mercyful Fate, le cui canzoni riproducono formule di veri e propri giuramenti al diavolo, i Deicide, il cui leader Glen Benton riporta una croce rovesciata bruciata sulla fronte, i Death SS, che nel loro disco, “Black Mass” descrivono nei minimi particolari un rituale satanico celebrato alle undici di sera in una chiesa sconsacrata, i King Diamond, gli Acheron, e tanti altri che tendono a dipingere il satanismo come una sorta di “religione alternativa”, rassicurante e non pericolosa.

Ovviamente i temi delle canzoni rock sono negativi, pessimistici, lanciano il messaggio del “il mondo fa schifo, la vita è una tristezza e non vale la pena vivere”, istigando al suicidio e all’eutanasia, una vera e propria propaganda contro la vita! Un giovane satanista italiano di La Spezia che era solito profanare cimiteri, oggi dichiara di essere veramente pentito ma di essersi fatto trascinare dalla musica black metal che seguiva da molti anni. I testi di alcuni gruppi norvegesi tra cui i Mayhem, i Darkthrone e i Marduk, lo hanno condizionato a tal punto da ripetere come un automa quello che loro raccontavano nelle canzoni: “Quella musica, che ascoltavo anche dieci ore al giorno, mi prendeva a tal punto che non mi rendevo conto della gravità dei miei gesti”. Gli effetti di questa musica possono essere davvero devastanti anche su larga scala: in Norvegia i componenti di alcuni gruppi rock, hanno organizzato attentati terroristici a chiese cattoliche; Count Grishnackh, cantante dei Burzum, é stato condannato a ventun anni di prigione per aver ucciso un altro musicista, Oysten Aarseth, capo storico del complesso Mayhem e suo (ex) grande amico. Molti gruppi di rock satanico sono antisemiti ed attaccano le persone di colore.

Ma non è solo il messaggio negativo proposto da un disco a spingere alla violenza o all’omicidio, dietro c’è molto di più: i dischi di famose rock-star contengono messaggi nascosti che vengono registrati al contrario in sala di incisione con la tecnica del “backmasking”, decifrabili facendo girare il disco al rovescio, introducendo nelle canzoni, incitazioni all’uso di droghe, al suicidio e al satanismo, con preghiere ed invocazioni dirette al demonio. La tecnica era usata soprattutto con i vecchi dischi in vinile: era facile far girare manualmente il disco al contrario per scoprire il messaggio nascosto; i primi a usare questa tecnica sono stati i Beatles, con l’album “Revolver” del 1966. Ascoltando al contrario la canzone dei Led Zeppelin “Stairway to heaven”, si distinguono chiaramente invocazioni sataniche. Nulla è lasciato al caso, i satinasti infatti usano recitare preghiere cattoliche al contrario durante le “messe nere” per rivolgersi al diavolo; questo è dunque un modo di mettere in atto dei rituali esoterici attraverso la musica, con la quale si invoca lo spirito del male ogni volta che la si ascolta.
Nel 1983 lo stato della California ha proibito il “backmasking” nei dischi con la seguente motivazione: “Può manipolare il nostro comportamento senza la nostra consapevolezza e consenso e trasformarci in discepoli dell’Anticristo”. Nel 1988 al processo contro il serial killer Richard Ramirez, questi ha dichiarato che la canzone “Night Prowler” degli AC/DC lo ha ispirato a commettere omicidi.

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