Il tatuaggio: una consacrazione indiretta al demonio

25 Giugno 2019
4 minuti di lettura

Se siete alla ricerca di una definizione per la parola tatuaggio potete usare questa: il tatuaggio è uno strumento che il demonio usa per violare il Tempio dello Spirito Santo, il nostro corpo, per farci peccare e farci consacrare indirettamente a lui. Ma iniziamo dall’etimologia del termine tatuaggio. Intorno alla metà del 1700 l’esploratore James Cook coniò la parola tattoo che deriva da due espressioni polinesiane, “ta” che significa motivo inciso sulla pelle e “atua”, ovvero lo spirito di un antenato che è venerato come un dio o anche il popolo dell’altro mondo. Già questo può far supporre che dietro a queste opinabili espressioni artistiche – o come le si vuole definire – si nasconda qualcosa di più profondo, inquietante e pericoloso. Diverse civiltà facevano uso di questa tecnica di decorazione pittorica anche per scopi occulti come ad esempio i popoli dell’Oceania, la Cina, il Giappone, l’Egitto e anche l’antica Roma dove però, a seguito della conversione al Cristianesimo dell’imperatore Costantino, tale pratica venne vietata; egli infatti sosteneva che deturpasse ciò che era stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Sacrosante parole!

La parola di Dio è molto chiara a riguardo: “Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore” [Levitico 19, 28]. I Suoi comandamenti sono comandamenti d’Amore per i Suoi figli che vuole preservare dal peccato e tenerli liberi da legami occulti e potenze demoniache. Nel libro “Moderni Primitivi” Anton LaVey, il fondatore della chiesa di satana in America, ha apertamente dichiarato che dietro ad ogni tatuaggio [sia esso un fiorellino o un drago] c’è il satanismo e che un sacerdote di satana ha l’obbligo di consacrarsi proprio col tatuaggio. Durante il processo di tatuata vengono infatti usati aghi o strumenti da taglio, la pelle viene ripetutamente forata ed incisa con la conseguente fuoriuscita di sangue che viene rimosso di continuo. Inoltre, con il dolore che si prova sia durante sia dopo l’intervento si dà luogo a un sacrificio che indirettamente rappresenta l’offerta fatta a satana. Ecco spiegato il motivo per cui il tatuaggio è una consacrazione indiretta al demonio.

Conseguenze spirituali
Chi realizza tatuaggi è ben consapevole che la tecnica che usano è un’antica pratica a sfondo satanico. Nella rivista Tattoo Gallery si può inoltre leggere che coloro che idearono questa usanza, vedevano nell’arrossamento della pelle o nel sangue che fuoriusciva, il portale creato ai demoni per entrare ed uscire dal corpo dell’uomo. Il teologo Simone Iuliano sostiene che “quando si acconsente alla tatuatura, si crea un patto di sangue con la persona che realizza il tatuaggio, si apre la vita a qualunque spirito con il quale egli è legato, gli si permette di entrare in noi. Tramite il consenso di sangue si apre un passaggio per permettere ai demoni di venirci dentro. Questo è il problema principale. Quando ci tatuiamo apriamo la porta a spiriti demoniaci di tormento, spiriti impuri, anche se il tatuaggio non è la conseguenza di un gesto di ribellione ma semplicemente un’espressione estetica. E il fatto di tatuarsi immagini e simboli cristiani non fa alcuna differenza”. Col tatuaggio quindi il corpo viene marchiato, marchiato a satana e lo conferma anche il fatto che alcune persone, alle quali venivano fatte preghiere di liberazione ed esorcismi, sentissero fortemente bruciare proprio la parte tatuata.

Cosa possiamo fare per rimediare?
Innanzitutto non si deve cercare di rimuovere il tatuaggio, ma è opportuno bagnarlo con acqua benedetta ed invocare la Madonna recitando delle Ave Maria, ma soprattutto, bisogna confessarlo, confessare di aver peccato contro Dio e di voler rinunciare al patto che si è stretto col principe delle tenebre. Quando il Signore vede il vero pentimento, la vera contrizione del cuore non può non venire in nostro soccorso! E per concludere teniamo sempre a mente quanto ci ricorda San Paolo nella prima lettera ai Corinzi [6, 19 – 20]: “O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!”

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