Il valore della Santa Messa per le anime purganti

9 Maggio 2019
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Le anime del Purgatorio hanno un grande potere d’intercessione per noi presso Dio, ma non possono pregare per loro stesse. A detta di molti santi che hanno avuto modo di vedere lo stato in cui si trovano le povere anime purganti, sappiamo che le loro sofferenze sono terribili, per nulla paragonabili a quelle terrene, e sono oltretutto, interminabili. Padre Pio disse: “Se il Signore dovesse permettere all’anima di passare da quel fuoco a quello più bruciante di questa terra, sarebbe come passare dall’acqua bollente all’acqua fresca”. Nel 1963, l’allora Vescovo di Todi, durante la celebrazione del suo funerale, si presentò a Madre Speranza ringraziandola per averlo aiutato ad andare in Paradiso e di aver sofferto molto in Purgatorio, nonostante fossero trascorsi solamente due giorni! “Ho sofferto molto, molto di più in questi due giorni di Purgatorio che non in 80 anni della mia vita sulla terra…”.

San Paolo della Croce, fondatore dei passionisti, vide di notte l’anima di un suo amico sacerdote defunto poco prima che si trovava in Purgatorio a soffrire delle pene terribili. Si rivolse così al santo: “Mi sembrano già passati migliaia di anni in questi pochi minuti”. Egli comprese che soffriva molto poichè era trascorso solo un quarto d’ora dalla sua morte; così si diede subito da far per la sua liberazione, con preghiere e flagellazioni. La mattina seguente, durante la celebrazione della Santa Messa, vide l’anima del sacerdote volare in Cielo purissima e gioiosissima.

Molte sono le preghiere che si possono recitare per aiutare le anime purganti a raggiungere il Paradiso, ma il massimo beneficio lo traggono dalla celebrazione della Santa Messa, durante la quale molte anime vengono liberate dalle pene del Purgatorio: non c’è nulla di più prezioso del sacrificio della Santa Messa! Secondo San Girolamo infatti, le anime del Purgatorio non soffrono alcuna pena durante la Santa Messa offerta in loro suffragio ed accelerano la loro espiazione o volano immediatamente in Cielo.

Un sacerdote discepolo di San Bernardo morì in stato di tiepidezza e la notte sucessiva si presentò ad un suo confratello, mostrandogli la sua tremenda sofferenza tra le fiamme del Purgatorio. La mattina seguente San Bernardo ed in confratelli, venuti a conoscenza della visione, si affrettarono ad offrire preghiere, digiuni e Messe per il defunto, il quale si ripresentò ad uno di loro, pieno di gratitudine per essere stato immediatamente liberato. Prese per mano il confratello e dopo averlo condotto in chiesa disse: “Osserva il grande potere redentore che ha spezzato le mie catene, contempla il prezzo del mio riscatto: è l’Ostia consacrata che toglie i peccati del mondo!”.

San Gregorio Magno esalta in assoluto il Sacrificio Eucaristico: a lui infatti si deve l’introduzione della celebrazione delle trenta Messe consecutive dette “Messe Gregoriane“. Ciò avvenne in seguito ad un evento che si verificò all’interno del suo convento a Roma, nel VI secolo: dopo la morte di un monaco di nome Giusto, San Gregorio pensò di aiutarlo ad uscire dalla sofferenza del Purgatorio, offrendo la Santa Messa per lui, per trenta giorni consecutivi. Una sera, proprio dopo la celebrazione della trentesima Messa, il monaco defunto apparve ad un confratello dicendo: “Finora sono stato in una situazione spiacevole, ma ora sto bene, perché oggi ho ricevuto la comunione con Dio”.

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