Kirk Kilgour, un campione di fede!

6 Maggio 2019
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Questa è la storia di Kirk Kilgour, un giovane campione pallavolista americano vittima di una brusca caduta durante gli allenamenti, che improvvisamente lo costringe a vivere su una sedia a rotelle. Ha da poco compiuto 28 anni quando durante un esercizio al “cavallo” (utilizzato dagl atleti durante il riscaldamento), cade malamente e rimane incastrato con il collo tra i due materassini, subendo la lussazione della quinta vertebra cervicale con una lesione al midollo spinale e la conseguente totale ed irreversibile paralisi ai quattro arti. Nel pieno della gioventù e nel culmine del suo successo sportivo, Kirk si trova di punto in bianco su una sedia a rotelle, costretto a rimanerci per il resto della sua vita.

Kirk è un ragazzo provato profondamente dal dolore ma la sua forza d’animo lo fa reagire: solo con l’utilizzo della testa e della bocca, escogita sistemi per scrivere col computer, riuscendo così a muoversi su una sedia a rotelle completamente automatizzata con telefono e comandi televisivi ad impulsi vocali; diventa commentatore sportivo e analista di volley, scrive sceneggiature e canzoni e lotta contro la discriminazione dei disabili.

Ma la vera forza del giovane californiano è la sua fede in Dio, fortificata da questa grande croce che il Signore gli ha dato: l’espressione di tale amore per Dio si manifesta nelle meditazioni e nelle preghiere composte da lui stesso, veri e propri inni alla vita che rendono lode e gloria al Signore, nonostante la sua terribile condizione. Riportiamo la più celebre, che ha fatto il giro del web e ha commosso il mondo intero quando venne letta l’11 febbraio 2000 in piazza S.Pietro a Roma, davanti a Papa Giovanni Paolo II e a tutta la folla, in occasione della Giornata del Giubileo dei Malati:

“Chiesi a Dio d’essere forte per eseguire progetti grandiosi: Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà!

Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese: Egli ha permesso il dolore per comprenderla meglio!

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto: mi ha fatto sperimentare la povertà perché non diventassi egoista.

Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me: Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro!

Domandai a Dio tutto per godere la vita: mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto!

Signore, non ho ricevuto niente di ciò che chiedevo: però mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno, e quasi contro la mia volontà!

Le preghiere, in cui non chiesi nulla, furono esaudite! Sii lodato, o mio Signore! Fra tutti gli uomini nessuno possiede più di quello che io ho!”

Questa testimonianza deve farci riflettere. Non siamo abituati a ringraziare Dio per tutto quello che nella Sua infinita bontà e Misericordia ogni giorno ci dà, perchè non ci accontentiamo di quello che gratuitamente ci è stato dato, a partire dalla salute per arrivare al dono della vita. Diamo tutto per scontato e spesso non ci rendiamo conto di quanto di prezioso abbiamo, fino a quando non ci viene tolto. Talvolta da prove durissime nasce la vera conversione. Per questo Dio le permette, perché in fondo, l’unica cosa che davvero conta è la salvezza della nostra anima.

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