“Non faccio del male a nessuno”… Ne sei proprio sicuro?

4 Maggio 2019
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Colui che vuole intraprendere un serio cammino spirituale in unione con Gesù e Maria, deve ricorrere spesso al Sacramento della confessione; è sciocco pensare che basti una confessione saltuaria per rimanere in grazia: in quanto povere creature umane, siamo continuamente in preda alla tentazione, cadiamo spesso in peccato e talvolta senza nemmeno rendercene conto.
I peccati mortali presenti nei 10 Comandamenti vanno subito confessati perchè portano alla morte eterna dell’anima; si commette peccato mortale “sapendo e volendo”, essendo quindi consapevoli che si sta peccando e volendolo fare, senza opporsi ad esso in alcun modo.
Vi sono però peccati definiti “veniali” che non portano alla morte dell’anima ma la sporcano, e se non vengono eliminati attraverso la confessione, portano inevitabilmente a commettere peccati più gravi, mortali appunto.

Un attento esame di coscienza ci aiuterà a scrutarci accuratamente dandoci modo, giorno per giorno, di migliorare la nostra condotta.
Anche le pie anime che giornalmente partecipano alla Santa Messa commettono qualche mancanza, per poco grave che sia; non a caso infatti, nella celebrazione della Messa quotidiana, viene enunciato il “Confiteor” : “Confesso a Dio Onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni; per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro“.
Analizziamo nel dettaglio cosa significa peccare in pensieri, parole, opere e omissioni:

HO MOLTO PECCATO IN PENSIERI
Significa pensare male dell’atteggiamento degli altri senza conoscerne la vera intenzione; formulare nella mente giudizi affrettati verso il prossimo (anche solo per come si presenta in apparenza nel modo di vestire o di atteggiarsi); architettare furbamente un’azione per trarne proprio vantaggio (spesso avviene sul luogo di lavoro ma anche in famiglia); escogitare azioni che danneggiano gli altri, magari perché allo stesso tempo esaltano la nostra persona; pensare di compiere un atto ingiusto verso chi non ci “va a genio”.

…IN PAROLE
Vuol dire esprimere cattivi giudizi; trovare delle scuse per non fare brutta figura o per non dire le cose come stanno realmente; giustificare i propri sbagli; accusare il prossimo di essere la causa dei propri errori commessi; utilizzare termini e modi duri; esaltare gli sbagli degli altri facendo risaltare i propri meriti; adulare persone che amano essere lodate, per essere loro graditi e magari ottenere qualche favore in cambio; rimproverare in continuazione col rischio di tormentare anziché essere d’aiuto, mortificando le persone accusate; dare modo con le nostre parole di soddisfare la curiosità della gente, mettendo in cattiva luce la persona presa di mira; assillare con domande insistenti che mettono in imbarazzo gli altri; parlare per il semplice gusto di farlo, dicendo cose inutili e vane; togliere bruscamente la parola per voler manifestare apertamente la propria idea e farla prevalere; voler avere sempre l’ultima parola sugli altri, senza riuscire a tacere; rinfacciare ciò che di bene si è fatto per gli altri oppure sbandierarlo ai quattro venti per esserne ammirati.

…OPERE
Cioè: manifestare il proprio interesse (con occhiate, sorrisi, abbracci, ecc… ) verso persone vincolate ad altre; vestire in modo sconsiderato, soprattutto in luoghi sacri o in presenza di bambini; fare regali o bei gesti solo per convenienza o perché la circostanza lo richiede (regali, auguri, baci e abbracci non sentiti); perdere troppo tempo in cose effimere (davanti alla TV, nella cura del proprio corpo, nella pulizia della casa…) che talvolta non ci fanno mantenere la parola data (mancare ad un’azione promessa, o non rispettare un appuntamento fissato); guidare pericolosamente, mettendo a rischio la vita degli altri; appropriarsi di qualche opera al fine di riceverne elogi.

…OMISSIONI
Pecchiamo di omissione quando trascuriamo volontariamente la preghiera; non stiamo attenti durante la celebrazione della Messa; fingiamo di non vedere una persona che si trova nel bisogno; taciamo la verità per paura delle conseguenze; non ammoniamo chi agisce ingiustamente per rispetto umano; non diamo testimonianza della nostra fede per vergogna (non solo col silenzio, ma omettendo di fare il segno della croce in pubblico o di inginocchiarci davanti al SS. Sacramento, o di farci sentire pregare…); sottraendoci furbamente nei piccoli doveri (non restituendo ad esempio il resto eccessivo ricevuto per errore oppure facendo finta di non sentire, vedere, o ricordare, per trarne profitto).

Questi sono solamente alcuni di tutti quei peccati o difetti che talvolta sono difficili da riconoscere ma che sporcano la nostra anima come la polvere sopra ad una lastra di cristallo. Se non ci preoccupiamo di toglierla finirà per accumularsi, e più passa il tempo, non solo sarà più difficile levarla, ma finirà con l’attirare altra polvere, quindi altri peccati anche più gravi.

Bugie di poco conto finiranno per farci peccare contro l’ottavo comandamento “Non dire falsa testimonianza”, piccoli atti di egoismo quotidiano ci faranno mancare alla carità verso il prossimo e di conseguenza all’amore verso Dio: la carità è la più importante delle virtù, senza la quale nulla conta. Non serve nemmeno donare la propria vita se non è spinta dall’amore vero, come ci ricorda San Paolo nell’Inno alla Carità.

Se ci riteniamo delle brave persone, perchè in fondo non facciamo del male a nessuno, dobbiamo fermarci e fare un attento esame di coscienza: ciò che apparentemente non è male, in realtà può recare molto danno al prossimo e di conseguenza alla nostra anima.

Dobbiamo analizzarci attentamente, poiché nessuno di noi è senza peccato; stroncando sul nascere passioni sbagliate, cattive abitudini, modi di agire e pensare scorretti, non daremo spazio all’egoismo e alla superbia ma apriremo le porte alla carità e all’umiltà divenendo così “Tempio dello Spirito Santo”.

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