“O Croce sacrosanta! O Croce d’amore, quante grazie ci porti!”

10 Maggio 2019
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Al giorno d’oggi si vedono sempre più persone che entrando in chiesa fanno un rapido e schivo segno di croce o c’è chi indossa il Crocifisso come se fosse un semplice ornamento privo di valore e questo purtroppo è indice di una grande ignoranza sul reale significato della Croce. Gesù ha dato la Sua stessa vita per noi, è morto in croce per noi e in questo Suo atto di amore infinito troviamo salvezza, vita e liberazione.
La croce rappresenta infatti il dono della vita eterna, la vittoria del Sangue dell’Agnello sugli inferi.
La croce è la massima espressione della misericordia di Dio!

Ma guardiamo il tutto più da vicino:

In hoc signo vinces

Alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, Costantino, imperatore romano e figlio della futura Sant’Elena, fece un sogno che cambiò la storia. Era il 312 d.C. quando lui e il suo esercito videro una croce di luce nel cielo con la scritta In hoc signo vinces (con questo simbolo vincerai), ma rimase confuso sul significato della visone.
La notte prima del combattimento l’imperatore fece un sogno: un angelo apparve davanti a lui esortandolo a porre le iniziali del nome di Gesù sugli scudi dei suoi soldati mostrandogli una croce e pronunciando le profetiche parole “In hoc signo vinces” come se fosse la promessa della vittoria. E così fece, e vinse.
Costantino, primo imperatore cristiano, pose fine alle persecuzioni, concedendo con un editto libertà di culto ai cristiani.

La Santa Croce di Gesù

Fu nel 326 che Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, in un luogo non molto lontano dal Calvario ritrovò la Santa Croce di Gesù, quella Croce che nel giorno del Venerdì Santo fu tinta del Suo preziosissimo Sangue.
La Croce era stata trafugata dai pagani, sepolta con altre due croci sotto un cumulo di macerie e sormontata da un simulacro della dea Venere. Per scoprire quale fra le tre croci fosse quella di Nostro Signore vennero accostate delle persone inferme che, a contatto con la vera Croce di Gesù, furono immediatamente guarite.
A tale prodigio, vescovo, clero e fedeli presenti, acclamarono al miracolo e per la prima volta adorarono in ginocchio la Croce di Cristo.

La ricorrenza del Ritrovamento della Santa Croce viene celebrata il 7 maggio, ed è una delle feste tradizionali che ancora si celebra in Terra Santa dopo il cambiamento del Calendario liturgico nel 1969.

La Medaglia o Croce di San Benedetto

La Croce di San Benedetto ha origini molto antiche ed è un sacramentale della Chiesa Cattolica, Papa Benedetto XIV col “Breve” del 1741 concesse delle indulgenze a coloro che portano con fede la Medaglia.
Sul diritto vi è raffigurato il Santo che con la mano destra alza una croce verso il cielo, mentre con la sinistra regge il libro aperto della santa Regola. Alle sue spalle c’è un altare ove vi è un calice dal quale esce un serpente a memoria di quando San Benedetto, con un segno di croce, mandò in frantumi una coppa di vino avvelenato datogli da invidiosi monaci attentatori.
Attorno alla Medaglia vi si legge: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR” [Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell’ora della nostra morte].

Sul rovescio è coniata la croce con le iniziali di antichi versi che il Santo pronunciò rispondendo alla tentazione del demonio.
C.S.P.B. Crux Sancti Patris Benedicti – La Croce del Santo Padre Benedetto
C.S.S.M.L. Crux Sacra Sit Mihi Lux – La Croce Santa sia la mia luce
N.D.S.M.D. Non Drago Sit Mihi Dux – Non sia il demonio il mio condottiero
V.R.S. Vade Retro, Satana! – Allontanati, satana!
N.S.M.V. Nunquam Suade Miei Vana – Non mi attirare alle vanità
S.M.Q.L. Sunt Mala Quae Libas – Sono malefiche le tue bevande
I.V.B. Ipse Venena Bibas – Bevi tu stesso i tuoi veleni.

Molti sono i benefici attribuiti alla Medaglia, certamente se portata con fede e devozione: guarigioni, grazia di preparazione ad una santa morte, protezione contro il maligno etc.
Padre Amorth in uno dei suoi libri riporta questo aneddoto:
Uno degli episodi più noti di possessione diabolica è quello riguardante i due fratelli Burner, che furono liberati con una serie di esorcismi nel 1869. Ebbene, un giorno, tra i tanti grandissimi dispetti del demonio, si sarebbe dovuta rovesciare la carrozza che trasportava l’esorcista, accompagnato da un monsignore e da una suora. Ma il demonio non poté attuare il suo proposito perché, al momento della partenza, era stata data al cocchiere una medaglia di san Benedetto a scopo protettivo e il cocchiere se l’era messa devotamente in tasca.

Il segno di croce

Il segno di croce è il simbolo del cristiano per eccellenza ed è anche il primo segno che riceviamo sulla fronte quando veniamo battezzati e sarà l’ultimo che tracceranno su di noi al momento del passaggio alla vita eterna. Fare il segno della croce è una professione di fede e va fatto bene e lentamente. Col gesto del segno di croce ricordiamo la Croce di Gesù, la Sua passione, morte e resurrezione; le parole che lo accompagnano, “Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo”, la natura una e trina di Dio.

Il Segno della Croce può essere tracciato con la mano sulle persone o anche sulle cose, in segno di benedizione.
San Tommaso diceva che è il segno trionfale della vittoria di Cristo contro i demoni, in quanto attraverso la Croce, Gesù ha vinto la morte e ci ha redenti.

San Doroteo diceva: “Il demonio perde tutto il suo potere alla presenza della Croce di Gesù Cristo”, tutti i santi infatti si sono sempre serviti del segno della Croce per operare miracoli, liberare gli indemoniati e guarire i malati.
Ecco perché si legge nelle preghiere del breviario questa invocazione indirizzata a Dio: “Signore, con il segno della Croce liberateci dai nostri nemici – Per signum crucis, de inimicis nostris libéra nos, Deus noster”. Ed ancora: “Ecco la croce di Gesù Cristo, fuggite parti avverse. – Ecce crucem Domini, fugite partes adversæ”.
È dunque vero: il segno della Croce fatto con fede può cacciare i demoni.

Tutti i beni ci vengono quindi dalla Croce

Scrive il Santo Curato d’Ars in uno dei suoi sermoni:

O santa Croce! O Croce preziosa! Senza di te non ci sarebbe toccato il cielo! Senza di te non avremmo avuto parte con Dio! Senza di te avremmo dovuto piangere eternamente nell’inferno! Senza di te non avremmo avuto felicità nell’altra vita! [….]

[….] La Croce ci fa conoscere l’amore infinito d’un DIO per le sue creature. ‘Ah! figliuoli miei’, ci dice dall’alto della Croce su cui è confitto, ‘vedete se vi è possibile trovar amore simile al mio: poteva Io far di più che morire per voi?’ Ah! se guardassimo la Croce con gli occhi della fede, potremmo forse trattenerci dall’esclamare con S. Paolo: O Croce sacrosanta! O Croce d’amore, quanti beni ci porti!

[….] Ricordiamo che dalla Croce provengono tutte le grazie che ci si concedono, e che perciò una Croce benedetta è sorgente di benedizioni; che dobbiamo fare spesso su noi il segno della Croce, e sempre con grande rispetto; e finalmente che nelle nostre case non deve mancar mai questo simbolo salutare. Instillate ai vostri figliuoli, fratelli miei, il massimo rispetto per la Croce, e portate sempre su voi una Croce benedetta, che vi difenderà dal demonio, dal fulmine e da ogni pericolo.
Ah! miei fratelli, qual forza dà la Croce a coloro che han fede! … Quanta poca cosa sono i patimenti per chi contempla quest’istrumento di salute! O bella e preziosa Croce! Quante anime felici anche in questo mondo e quanti Santi fate per l’altro! … Così sia.

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