San Giovanni Paolo II: “La preghiera unita al sacrificio costituisce la forza più potente della storia umana”

12 Maggio 2019
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San Giovanni Paolo II è stato un vero e proprio maestro di preghiera per il mondo intero: nei suoi scritti troviamo dei suggerimenti per immergerci nella preghiera tutti i giorni, aggrappandoci ad essa nonostante talvolta sia difficile. Certo perseverare non è facile, ma è proprio nella pratica costante che troviamo la forza ed il coraggio di non abbandonarla. Di seguito alcune delle sue frasi più celebri:

Ricordate che non siete mai soli; Cristo è con voi lungo il cammino quotidiano della vostra vita! Vi ha chiamato e vi ha scelto per vivere nella libertà dei figli di Dio. Rivolgetevi a Lui nella preghiera e nell’amore. Chiedetegli di infondervi il coraggio e la forza di vivere sempre questa libertà. Camminate con Lui che è la Via, la Verità e la Vita!”

“La preghiera, l’intimo dialogo con Colui che vi chiama ad essere Suoi discepoli, dev’essere al primo posto. Siate generosi nella vostra vita attiva… E siate profondamente immersi nella contemplazione del mistero di Dio. Fate dell’Eucaristia il cuore della vostra giornata”.

Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità: in questa preghiera ripetiamo molte volte le parole che la Vergine Maria udì dall’Arcangelo e dalla Sua parente Elisabetta.”

“Quando pregate, dovete capire che la preghiera non è semplicemente chiedere qualcosa a Dio o cercare un aiuto speciale, anche se le preghiere di richiesta sono veri modi di pregare. La preghiera dovrebbe anche essere caratterizzata dal ringraziamento e dalla lode, dall’adorazione e dall’ascolto attento, chiedendo il perdono di Dio. Se seguite il consiglio di Gesù e pregate costantemente Dio, allora imparerete a pregare bene. Dio stesso ve lo insegnerà”.

“Se volete davvero seguire Cristo, se volete che il vostro amore per lui cresca e sia duraturo, allora dovete essere fedeli nella preghiera. È la chiave della vitalità della vostra vita in Cristo. Senza preghiera, la vostra fede e il vostro amore moriranno. Se siete costanti nella preghiera quotidiana e nella celebrazione della Messa domenicale, il vostro amore per Gesù aumenterà, e il vostro cuore conoscerà gioia e pace profonde, come il mondo non potrebbe mai darvi”.

“La preghiera unita al sacrificio costituisce la forza più potente della storia umana”.

E chi meglio di lui può proferire tali parole, lui che ha vissuto una vera e propria comunione con Gesù e Maria; recitava sempre il Rosario, si recava spesso nella cappella a pregare trascorrendo sei ore al giorno in adorazione e una volta alla settimana, ci rimaneva l’intera notte. Davanti al Santissimo Sacramento scriveva anche i suoi documenti. Non badava ad orari e appuntamenti di fronte a Gesù vivo e vero, e quando trovava una cappella con il Santissimo esposto, vi rimaneva ore ed ore, con il rischio di scombussolare gli orari di viaggio.

Nel 1995, Papa Wojtyla si recò a Baltimora; prima del suo arrivo, padre Roberto Tucci, uno degli organizzatori, si recò nella residenza arcivescovile dove doveva alloggiare il Santo Padre, e notando che lungo il corridoio si trovava la cappella con il Santissimo, diede a tutti la disposizione di tenerla sempre chiusa, temendo che il Papa potesse fermarsi troppo a lungo a pregare, sconvolgendo tutti i programmi fissati. Al suo arrivo, Giovanni Paolo II notò la porta della cappella chiusa e passò oltre, ma nel giorno della partenza, ripercorrendo il corridoio, si fermò davanti alla porta e la guardò. Poi, si voltò verso padre Tucci e lo ammonì con il dito! Un sacerdote che assistette alla scena afferma: “Era la prima volta che il Papa si trovava in quel luogo, non l’aveva mai visto, e la porta non aveva niente che la distingueva come la porta della cappella. Era soltanto un’altra porta lungo il corridoio. Ma egli si voltò indietro, aprì quella porta, entrò nella cappella e si mise a pregare”.

Siamo generosi con il nostro tempo per andare ad incontrare Cristo nell’adorazione e nella contemplazione” – diceva – “pieni di fede e pronti a riparare per le grandi mancanze e crimini del mondo“.

Il segretario di Giovanni Paolo II, Stanislaw Dziwisz, scrisse che quando pregava, il Papa “dava l’impressione che stesse parlando con l’Invisibile”. Parlava con Gesù e Maria. La stretta relazione con Maria Santissima segnò tutto il suo pontificato. “TOTUS TUUS” era il suo motto, poiché questa era la sua consacrazione a Maria Santissima, per mezzo del Trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Il testo completo della preghiera in latino è: “Totus tuus ego sum, et omnia mea tua sunt. […] Accipio te in mea omnia, praebe mihi cor tuum, o Maria” (“Sono tutto tuo, e tutto ciò che è mio è tuo. […] Ti accolgo in tutto me stesso, offrimi il cuore tuo, Maria). Riferì di aver conosciuto questo trattato quando era un giovane seminarista, e che lo leggeva e rileggeva con grande profitto spirituale.

Don Jarek Cielecki, sacerdote polacco nato nella parrocchia di Niegowic, dove Giovanni Paolo II fu viceparroco dopo l’ordinazione , affermò: “Mentre pregava, i suoi occhi sembravano guardare qualcosa, non erano vagamente persi nel vuoto com’è il nostro sguardo mentre preghiamo. E poi mi hanno riferito che quando succedeva qualcosa, lui andava davanti all’altare o davanti al quadro dell’Assunta e parlava… Proprio come se stesse parlando con una persona presente che aveva di fronte”. Il cardinal Deskur, amico e compagno di seminario di Papa Wojtyla, andò in Portogallo e visitò suor Lucia di Fatima. Alla fine dell’incontro le chiese se doveva portare un messaggio al Santo Padre da parte della Madonna. Lucia rispose: “No, no, ci penserà la Madonna stessa”.
Un prelato della Curia, in un colloquio con alcuni giornalisti, disse: “Sappiamo bene che la Madonna parla al Papa anche se lui non va a dirlo in giro… Lui obbedisce solo alla Madonna, fa solo quello che gli dice Lei”.

Nel gennaio 1980, Giovanni Paolo II riferì ad un gruppo del Rinnovamento Carismatico che fin da piccolo amava pregare lo Spirito Santo:

Quando avevo 11 anni mi sentivo triste perché avevo molti problemi con la matematica. Mio padre mi mostrò in un libretto l’inno Veni Creator Spiritus e mi disse: ‘Recita questo e vedrai che Egli ti aiuterà a capire’. Ho recitato questo inno ogni giorno per più di 40 anni, e ho visto quanto ci aiuti lo Spirito Divino”.

Preghiera

VIENI SPIRITO CREATORE

Vieni, o Spirito Creatore, visita le nostre menti, riempi della Tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre Altissimo,
acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell’anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i Tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del Tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la Tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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