San Giuseppe nella vita dei Santi

1 Maggio 2019
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San Giuseppe è il Santo dei santi, vero Sposo di Maria Santissima e Padre putativo di Gesù.
Rivolgiamoci a Lui con tutto il cuore e non rimarremo delusi!
Egli, come ha saputo guidare santamente Gesù e Maria qui sulla terra, condurrà amorevolmente anche noi dal Cielo, venendo subito in nostro soccorso, accordandoci le grazie che domandiamo, portando a Gesù le nostre umili preghiere per mezzo di Maria Santissima.

San Giuseppe è il Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come Patrono dei lavoratori nonché dei moribondi e delle anime purganti, ma il Suo patrocinio si estende a tutte le necessità, sovviene a tutte le richieste. Se ci troviamo in una grave difficoltà economica ad esempio, o se abbiamo problemi sul posto di lavoro, se siamo disoccupati e fatichiamo a trovarlo, e per qualsiasi altro problema, più o meno grave che sia, possiamo recitare questa potente preghiera:

O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a Te ricorro, affinché m’implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a Te. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? “Ah! No!” – mi risponde la Tua grande devota Santa Teresa – “No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione dei Patriarca S. Giuseppe; andate con vera fede da Lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande”. Con tanta fiducia, mi presento, quindi, davanti a Te e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto puoi, o San Giuseppe prestami soccorso nelle mie tribolazioni. Supplisci alla mia mancanza e, potente come sei, fa che, ottenuta per la tua pia intercessione la grazia che imploro, possa ritornare al tuo altare per renderti l’omaggio della mia riconoscenza.
Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.
Non dimenticare, o misericordioso S. Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che fosse, è ricorsa a Te, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in Te riposte. Quante grazie e favori hai ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla Tua protezione sono stati esauditi. Deh! non permettere, o gran Santo che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo del Tuo conforto. Mostrati buono e generoso anche verso di me, ed io ringraziandoti, esalterò in Te la bontà e la misericordia dei Signore.
Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.
O eccelso Capo della Sacra Famiglia, io Ti venero profondamente e di cuore T’invoco. Agli afflitti, che Ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnati quindi di consolare anche l’animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle ingiustizie da cui è oppresso. Tu, o sapientissimo Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni prima ancora che io Te li esponga con la mia preghiera. Tu dunque sai benissimo quanto mi è necessaria la grazia che Ti domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da Te spero d’essere confortato, da Te, o glorioso Santo. Se mi concedi la grazia che con tanta insistenza io domando, prometto di diffondere la devozione verso di Te, di aiutare e sostenere le opere che, nel tuo Nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. O. S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore!
Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.

Ci ricorda Santa Tersa d’Avila: “Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa; chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada. Ad altri santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il Suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a Lui soggetto in terra, dove Egli come padre putativo Gli poteva comandare, così anche in Cielo fa tutto quello che Gli chiede. Ciò han riconosciuto per esperienza anche altre persone che dietro mio consiglio si sono raccomandate al Suo patrocinio. Molte altre si sono fatte da poco Sue devote per aver sperimentato questa verità. Nel giorno dell’Assunta (15 agosto 1561) mi venne un gran rapimento… mi parve di vedere che mi mettevano una veste di grande bianchezza e splendore. Dapprima non vedevo chi me la metteva, ma dopo mi vidi Nostra Signora al fianco destro e a sinistra il mio Padre S. Giuseppe, che mi rivestivano di quella, e intesi che ormai ero monda dai miei peccati. Nostra Signora mi disse che io le davo molta contentezza e gioia servendo il glorioso S. Giuseppe”.

Nella vita dei santi che ci hanno preceduto non mancava la devozione a San Giuseppe: si rivolgevano quotidianamente a Lui quale castissimo Sposo della Mamma Celeste che tanto pregavano.

Padre Pio ne era devotissimo.
Ogni volta che vedeva un quadro a Lui dedicato si fermava a contemplarlo. I confratelli cappuccini spesso lo vedevano in estasi davanti al Suo quadro. Padre Onorato Marcucci, che fu uno degli assistenti di Padre Pio negli ultimi anni della sua terrena esistenza, raccontava questo episodio: un pomeriggio del mese precedente a quello della morte del venerato Padre, egli si trovava con lui nella veranda accanto alla cella n. 1, in attesa di accompagnarlo in sacrestia per la funzione serotina. Era un mercoledì, giorno consacrato a San Giuseppe, e Padre Pio non si decideva a muoversi. Ritto davanti a un quadro del glorioso Patriarca, affisso alla parete, il venerato Padre sembrava in estasi. Trascorso un po’ di tempo, padre Onorato gli disse: «Padre, devo ancora attendere? Vogliamo andare? Siamo oltre l’orario». Ma le sue domande rimasero senza risposta. Padre Pio continuava a contemplare il glorioso Patriarca. Finalmente, dopo un’ ennesima domanda del padre Onorato, che lo scosse per un braccio, Padre Pio esclamò: «Vedi! Vedi! Com’è bello San Giuseppe!». Si avviarono alla sacrestia. Nella sala San Francesco incontrarono il padre sacrista, il quale chiese loro: «Come mai tanto ritardo?». Padre Onorato rispose: «Oggi Padre Pio non voleva staccarsi dal quadro di San Giuseppe».

Con premura egli esortava i suoi figli spirituali a coltivare la devozione al Padre putativo di Gesù, regalando a loro immagini che Lo raffiguravano, sulle quali talvolta scriveva di suo pugno anche un pensiero di fede e di amore per spingere tutti a rivolgersi e a pregare il caro San Giuseppe per ottenere ogni grazia temporale e spirituale. Ha sempre insegnato loro che la devozione al Santo Patriarca è fondamentale per la vita di ogni cristiano, perché è potentissimo in Paradiso.
Scriveva il Santo Cappuccino:
“Prego San Giuseppe che, con quell’amore e con la generosità con cui custodì Gesù, custodisca l’anima tua e come Lo difese da Erode, così difenda l’anima tua da un Erode più feroce: il demonio! Il Patriarca San Giuseppe abbia per te tutta quella cura che ebbe per Gesù: ti assista sempre con il Suo valevole patrocinio e ti liberi dalla persecuzione dell’empio e superbo Erode, e non permetta giammai che Gesù si allontani dal tuo cuore”.

Bernadette Lo indicò come maestro di preghiera: “Quando non si è capaci di pregare ci si rivolge a San Giuseppe”. Al Santo Patriarca si rivolgeva costantemente facendo tridui e novene, consacrandogli i mercoledì e il mese di marzo e scegliendolo ufficialmente come suo Padre. Alle sue consorelle diceva: “Non sapete dunque che adesso, mio padre è san Giuseppe?”

Anche Santa Faustina Kowalska ne era particolarmente devota.
E’ riportato nel suo diario: “San Giuseppe mi ha chiesto di avere per Lui una devozione continua.
Lui stesso mi ha detto di recitare ogni giorno tre preghiere assieme al Memorare (Pater, Ave e Gloria). Mi ha guardato con molta cordialità e mi ha fatto conoscere quanto appoggia quest’opera e mi ha promesso il Suo aiuto particolarissimo e la Sua protezione.
Recito ogni giorno le preghiere richieste e avverto la Sua speciale protezione”.

San Girolamo rifletteva che il Santo meritò di essere chiamato “giusto” perché possedeva perfettamente tutte le virtù eroiche dei santi, dando sempre a Dio e agli uomini tutto ciò che era loro dovuto, superando in questo tutti i santi più eroici.
San Tommaso d’Acquino sosteneva lo stesso, dicendo che il vero “giusto” è Colui che possiede in sé la somma e l’equilibrio di tutte le virtù.

Negli scritti di altri santi troviamo: “La scala che conduce in Cielo ha 3 gradini: Gesù, Maria e Giuseppe. Le nostre preghiere vengono affidate in primo luogo a Giuseppe, questi le consegna a Maria che le offre a Gesù.
Scendendo, le risposte passano da Gesù a Maria e Maria le offre a Giuseppe. Gesù fa tutto per Maria perché è Suo Figlio, Giuseppe ottiene tutto perché è sposo di Maria e Padre di Gesù”. (S. Leonardo da Porto Maurizio).

“Il Signore ha riunito in Giuseppe come nel sole, tutta la luce e lo splendore degli altri santi tutti insieme”. (San Gregorio Nazianzeno).

“Il potere di San Giuseppe supera di gran lunga quello di tutti gli angeli e di tutti i santi messi insieme, perché Egli è al tempo stesso potente nel cuore di Dio e nel cuore di Maria”. (Padre José Maria Vilaseca, fondatore degli istituti missionari Giuseppina).

Sant’Alfonso Maria de Liguori ci dice: “Specialmente ogni fedele (avendo ognuno da morire) deve esser divoto di S. Giuseppe, affin di ottenere una buona morte. Tutto il mondo cristiano riconosce S. Giuseppe per avvocato de’ moribondi e protettore della buona morte; e ciò per tre ragioni. Per prima, perché Egli è amato da Gesù Cristo, non solo come amico, ma come Padre; onde la Sua intercessione è assai più potente di quella degli altri santi. Per secondo, perché S. Giuseppe ha maggior potenza contro i demoni, che ci combattono in fine della vita; Gesù Cristo ha dato a S. Giuseppe il privilegio particolare di proteggere i moribondi dall’insidie di lucifero, in ricompensa, d’averlo il Santo salvato un tempo dall’insidie di Erode. Per terzo perché S. Giuseppe anche in riguardo dell’assistenza fattagli da Gesù e da Maria nella Sua morte, ha il privilegio d’impetrare una santa e dolce morte ai Suoi servi. Ond’Egli invocato da loro in morte verrà a confortarli, apportando loro con sé anche l’assistenza di Gesù e di Maria”.

Giovanni Paolo II ha confessato di pregarlo ogni giorno e ha composto in Suo onore la seguente preghiera:

Padre di Gesù o San Giuseppe, con Te, attraverso Te, noi benediciamo il Signore. Egli Ti ha scelto tra tutti gli uomini per essere il casto Sposo di Maria, Colui che sta alla soglia del mistero della Sua maternità e che, dopo di Lei, accoglie questa maternità nella fede come opera dello Spirito Santo. Tu hai dato a Gesù una paternità legale nella stirpe di Davide. Tu hai continuamente vegliato con affettuosa premura sulla Madre e sul Bambino per rendere sicura la loro vita e permettere loro di compiere la loro missione.
Il Salvatore Gesù si è degnato di sottomettersi a Te come ad un padre durante la Sua infanzia e la Sua adolescenza e ricevere da Te gli insegnamenti per la vita umana, mentre Tu condividevi la Sua vita nell’adorazione del Suo mistero. Tu ora dimori presso di Lui. Continua a proteggere tutta la Chiesa, la famiglia nata dalla salvezza portata da Gesù. Guarda alle necessità spirituali e materiali di tutti coloro che ricorrono alla Tua intercessione. Ricordati delle famiglie e in particolare dei poveri: per mezzo di Te essi sono sicuri di raggiungere lo sguardo materno di Maria e la mano di Gesù che li soccorre. Amen.
(Giovanni Paolo II).

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