Santificazione di Giovanni Paolo II

27 Aprile 2019
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“Santo subito” gridarono i fedeli in Piazza San Pietro durante i funerali e la canonizzazione di Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014, a soli nove anni dalla morte avvenuta il 2 aprile 2005, è stata una delle più veloci della storia.

Le tappe della canonizzazione

Il 28 aprile dopo la scomparsa di Karol Wojtyla, il nuovo papa Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte per l’inizio della causa di beatificazione e canonizzazione. La causa è stata aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal cardinale Camillo Ruini, vicario generale per la diocesi di Roma che il 2 aprile 2007, a due anni esatti dalla morte, nella basilica di San Giovanni in Laterano, ha dichiarato conclusa la prima fase diocesana del processo di beatificazione, consegnando le risultanze alla Congregazione per le Cause dei Santi. Il 19 dicembre 2009, con un decreto firmato da papa Benedetto XVI che ne attestava le virtù eroiche, Giovanni Paolo II è stato proclamato venerabile.

La guarigione di suor Marie

Il 14 gennaio 2011 Benedetto XVI ha promulgato il decreto che ha attribuito un miracolo all’intercessione di Wojtyla. Si trattava della guarigione dal morbo di Parkinson – lo stesso di cui ha sofferto Giovanni Paolo II – della religiosa francese suor Marie Simon-Pierre, delle Piccole Suore delle Maternità Cattoliche. La malattia le era stata diagnosticata nel 2001. Secondo la testimonianza della religiosa, la guarigione per intercessione del pontefice è avvenuta la sera del 2 giugno 2005, quando lei aveva 44 anni.

Beato Papa Giovanni Paolo II

La cerimonia di beatificazione ha avuto luogo in piazza San Pietro il primo maggio 2011 ed è stata presieduta – anche questo un fatto senza precedenti – dal Papa suo successore, Benedetto XVI. Presenti alla cerimonia circa un milione e mezzo di fedeli, provenienti da tutto il mondo, tra cui moltissimi polacchi, 90 le delegazioni provenienti da tutto il mondo. Un lunghissimo applauso ha salutato l’immagine del beato Giovanni Paolo II mentre veniva scoperta dal balcone della Loggia delle benedizioni della Basilica Vaticana. Il feretro del Papa dalle Grotte Vaticane è stato nuovamente esposto presso l’Altare della Confessione di San Pietro, ricevendo l’omaggio ininterrotto dei pellegrini sino al 2 maggio, quando la cassa contenente il corpo del beato Giovanni Paolo II è stata tumulata, in forma privata, presso la cappella di San Sebastiano.

La guarigione di Floribhet Mora

Durante il rito avviene una guarigione inspiegabile scientificamente. Papa Francesco approva il miracolo attribuito all’intercessione del beato Giovanni Paolo II e firma il decreto super miraculo, aprendo la strada per la canonizzazione. Il miracolo riguarda la guarigione di una donna del Costa Rica, Floribhet Mora, avvenuta la sera dell’1 maggio 2011, il giorno nel quale Giovanni Paolo II è stato proclamato beato. Proprio quel giorno la donna, colpita da una grave lesione cerebrale, lo ha pregato ed è stata guarita. Durante il Concistoro ordinario pubblico del 30 settembre 2013, la data per la canonizzazione viene fissata per il 27 aprile 2014.

Altri Miracoli…

Il piccolo David

Il piccolo David, un bambino di nove anni, ricoverato all’ospedale di Danzica per un tumore ai reni, che non dava speranze di guarigione. L’intervento chirurgico era sconsigliato, perché ritenuto inutile, ma i genitori insistono per la salvezza del figlio e quindi i medici cedono e operano ugualmente il bambino, che purtroppo peggiora. Ai genitori non resta che la preghiera, quindi accanto al letto del piccolo David, invocano in continuazione l’aiuto di Giovanni Paolo II. 
Anzi maturano una pazza idea: portare il loro bambino davanti alla tomba del Papa. Sono le 17,40 del 29 agosto 2006quando la famiglia arriva davanti alla Basilica di San Pietro e scendono nella Grotta dei Papi.

Con mamma e papà David prega sulla tomba di Papa Wojtyla e poi il bambino ritorna sulla barella con cui è venuto.
Appena fuori dalla basilica, David chiede di fermarsi: ‘Fatemi scendere, voglio camminare!’, dice. Nessuno ha nemmeno il tempo per stupirsi di quella richiesta. Il bambino è già sceso dalla barella e si sta dirigendo verso il centro della piazza. Impossibile! È ridotto pelle e ossa, ma David chiede qualcosa da mangiare. I genitori scoppiano a piangere, vedendo il loro bambino che quasi corre, tenendosi i pantaloni con le mani: è talmente dimagrito che non gli stanno su da soli. La loro supplica è stata accolta.

La sconvolgente storia della signora Eva

Da Danzica ci spostiamo a Houston dove vive una coppia di pensionati, Marian ed Eva. 
Nel settembre 2007, Eva viene ricoverata in ospedale per una violenta e inspiegabile crisi respiratoria. Le analisi rilevano una crisi ovarica, ma niente in relazione con la crisi respiratoria. 
Qualche giorno dopo Eva ha una nuova crisi. Portata di nuovo all’ospedale le diagnosticano un embolo polmonare e per i medici alla donna rimangono solo poche ore di vita. 

Al marito crolla il mondo addosso, all’inizio rimane pietrificato e poi corre nella cappella dell’ospedale: qui prega Giovanni Paolo II. Quasi non osa chiedere la guarigione della moglie, ma che almeno gli sia data la forza di sopravvivere al dolore della perdita di Eva, la donna con cui ha condiviso più di trent’anni di amore.
Quando torna in rianimazione la linea del cuore è piatta. Marian piange tutte le sue lacrime e dopo qualche minuto si avvia all’uscita: non vuole assistere alle ultime operazioni che gli infermieri devono fare sul corpo senza vita di sua moglie. Un medico lo ferma appena in tempo e gli urla: ‘Sua moglie è viva!. Ha riaperto gli occhi e ha chiesto di lei: non può andare via!’

Quando rientra in ospedale Eva lo aspetta sorridente nel lettino della rianimazione. Intorno ai due, un gruppo di medici: non si spiegano come possa essere accaduto tutto ciò.
Il giorno dopo Eva viene nuovamente sottoposta a una fitta serie di esami. I medici vogliono vederci chiaro, cercare di capire che cosa è successo. Durante le analisi, la scoperta sconvolgente: della cisti ovarica non c’è più traccia e nemmeno dell’embolo. Il cuore? Come se non avesse mai avuto alcun problema.
Alcuni medici parlano di episodio ‘sconvolgente’, altri osano pronunciare la parola ‘miracolo’, ma tutti concordano su un’espressione: ‘È un caso di resurrezione da morte accertata dalle macchine’.

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